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Ancora duecento

EveryOne Group - Mar, 09/05/2017 - 06:42
Oggi, altri duecento profughi morti al largo delle coste libiche. Una strage che prosegue nell’indifferenza. Quando interverrà seriamente l’Unione europea, che assiste indifferente a una carneficina?



Abbiamo inviato un nuovo appello affinché le istituzioni dell'Ue mettano finalmente in atto protocolli e procedure di soccorso in mare efficienti e abbia fine l'attuale disorganizzazione che vanifica investimenti milionari, sacrificando le vite di oltre il 3% dei migranti e rifugiati che cercano di raggiungere le coste italiane per fuggire da conflitti e persecuzioni.


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È necessario fermare la strage di migranti nel Mediterraneo

EveryOne Group - Lun, 08/05/2017 - 06:41
Genova, 8 maggio 2017. I soccorsi di migranti in mare non sono attualmente efficaci. Girano tanti milioni e si fanno innumerevoli proclami, ma il tasso di mortalità per chi affronta il viaggio della speranza è inaccettabilmente alto.



In questo 2017 quarantatremila persone sono state soccorse (non “salvate”) dall'inizio dell’anno, ma più di 1300 hanno perso la vita. Un dato tragicamente eloquente: oiltre il 3% dei profughi muore durante le traversate. Una strage che non ha precedenti e che dimostra come alle attuali procedure inadeguate, che sono causa di tante perdite di vite, si debbano sostituire protocolli e programmi di soccorso gestiti dall’Unione europea, con il supporto operativo della società civile e dei servizi di sostegno ai migranti privati. Dovrebbe inoltre tornare in uso la Carta dei diritti fondamentali nell’Unione europea, i cui articoli sono stati dimenticati sia riguardo alle politiche sulle migrazioni che negli accordi finalizzati al respingimento di profughi, stipulati con paesi in cui non esiste rispetto dei diritti umani.

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Milano, si è ucciso un rifugiato

EveryOne Group - Lun, 08/05/2017 - 06:40
Un rifugiato trentunenne originario del Mali, in Italia con protezione internazionale, si è ucciso a Milano impiccandosi in zona Stazione centrale.



Le istituzioni manifestano il solito cordoglio ipocrita, le stesse istituzioni che rendono così difficile la vita dei migranti e dei profughi da far desiderare loro, a volte, di farla finita. In questo clima di intolleranza e indifferenza che ormai è transpartitica, non bastano più il voto né le azioni civili per restituire valore alla dignità e alla vita degli oppressi. Bisogna rieducare la società, a partire dai giovanissimi, perché l'attuale crudeltà xenofoba lasci il passo a un tempo nuovo di rispetto dei diritti umani.

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L’Italia ha stretto un accordo con il Niger per bloccare i migranti

EveryOne Group - Sab, 06/05/2017 - 06:39
È un fatto poco conosciuto, ma il governo italiano ha stretto recentemente un accordo per bloccare i profughi con la Repubblica del Niger. Il Niger è uno stato in cui si verificano innumerevoli violazioni dei diritti umani, denunciate dalle principali organizzazioni internazionali umanitarie.



Nelle carceri e nelle case di permanenza per migranti le condizioni di vita sono inaccettabili ed sono all’ordine del giorno trattamenti inumani e degradanti, come la tortura. Numerosi giornalisti e difensori dei diritti umani sono soggetti a pesanti limitazioni delle libertà individuali e a intimidazioni istituzionali. La schiavitù, nonostante dal 2003 venga considerata un crimine, è tuttora praticata. Nonostante questo, nel silenzio complice dell’Unione europea, il nostro paese ha stipulato un accordo con le istituzioni nigeriane, che porterà a migliaia di arresti, detenzioni, violenze, stupri e ogni genere di abusi nei confronti di migranti innocenti, per l maggior parte giovanissimi. “Abbiamo fatto un accordo con il Niger,” ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri Angelino Alfano, "per vigilare le frontiere tra il Niger e la Libia, da cui transita oltre il 90% dei migranti che arrivano in Libia e poi la gran parte di essi vengono in Europa attraverso l’Italia”.

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Legittima difesa, il senatore Luigi Marino risponde all’appello di EveryOne Group

EveryOne Group - Ven, 05/05/2017 - 06:38
Il senatore Luigi Marino risponde all’appello che abbiamo trasmesso al senato italiano, affinché le istituzioni riflettano sulla pericolosità dei cambiamenti alla normativa sulla legittima difesa ( vedi https://www.articolo21.org/2017/05/legittima-difesa-una-legge-pericolosa-che-antepone-i-beni-materiali-alla-vita-umana/ ) e tornino in tempo sui propri passi:



"Lei è il rappresentante di una organizzazione che ha nobili e per me condivisibili motivazioni, compresa la tutela dei deboli dalle persecuzioni. Ma non condivido per nulla ciò che Lei ha scritto nella mail che mi ha inviato e che mi pare sia affetto da estremo strabismo. Nello specifico i deboli chi sono? Cordialità. Luigi Marino”.

Gli rispondo con la seguente riflessione, che spero - mi illludo? - possa dare il via a un “effetto domino” di segno positivo, in cui i valori della vita e della nonviolenza tornino in primo piano:

“Caro senatore, la ringrazio delle parole positive e non me la prendo per quelle più critiche. La nostra motivazione di base nasce dalla certezza che ognuno di noi può togliere un po’ di dolore al mondo. Con l’impegno verso gli altri e una fede nel futuro che cerca di vedere oltre il difficile scenario umano che il mondo ci presenta oggi. Debole e fragile è la vita stessa. Viviamo in un sistema di valori capovolti e a volte sembra che solidarietà, speranza, sensibilità e umanità appartengano al mondo delle illusioni. Tante voci gridano, affermano, definiscono - cercando di risuonare sempre più amplificate - nuove priorità per la civiltà umana, non più consapevoli che le piccole note e le piccole luci della verità sono ancora presenti dentro ogni essere umano, anche se circondate da una coltre di buio e da un clamore che sovrasta tutto.

La verità - che in quest’epoca può apparire come strabismo o follia - è che non si deve uccidere. E risuona come un colpo di pistola contro il valore della vita stessa ogni ‘ma'. Deboli siamo noi, se crediamo di avere bisogno di una pistola per sentirci sicuri. Come ferro letale o anche solo come simbolo. Deboli siamo noi se non riusciamo ad esprimere, neanche intorno a noi, quanto sia necessario essere disarmati. E di quest’ultima debolezza, che è anche mia, mi rammarico. Spero che alla fine prevarranno civiltà e vita. Roberto Malini”.

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I campi Rom non sono ghetti né lager

EveryOne Group - Ven, 05/05/2017 - 06:36
All'assessore che giustifica gli sgomberi dicendo che "i campi Rom sono solo ghetti e lager nazisti" ho risposto che non esiste alibi più falso e ipocrita.



I ghetti erano luoghi di segregazione forzata che preludevano alla deportazione nei lager: campi di concentramento e morte.

Dai campi Rom, al contrario, ogni individuo o famiglia può uscire quando vuole, per accedere al mercato del lavoro e a qualsiasi tipo di soluzione alloggiativa. Quando i Rom - o altri gruppi etnici/sociali - vengono sgomberati, sono privati dell'unico riparo che posseggono e precipitati in una condizione di precarietà ed emarginazione assoluta. Insediarsi in un luogo di fortuna, dove costruire rifugi in cui sopravvivere con le proprie famiglie in caso di indigenza, dovrebbe essere riconosciuto sempre e a tutti i cittadini quale diritto umano fondamentale.

Nella foto, il muro del ghetto di Varsavia
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Catania, altri sei morti in mare

EveryOne Group - Gio, 04/05/2017 - 06:37
I media danno poco spazio alle vittime e sulla tragedia dei migranti si fa ogni genere di speculazione.



La realtà è che non esiste un programma di soccorso efficiente e quasi il 3% di coloro che affrontano il viaggio della speranza verso le coste italiane perde la vita nel Mediterraneo. Si tratta di una percentuale altissima, che è cresciuta a dismisura negli ultimi anni e che si verifica nell'indifferenza istituzionale e mediatica. A Catania sono giunti oggi i corpi di sei migranti, cinque donne e un uomo. L'Unione europea, che conosce questi dati e continua ad evitare di mettere in atto un programma di soccorso moderno ed efficiente, ha un'enorme responsabilità e sulla sua coscienza pesano migliaia e migliaia di vite perdute.

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Traffico di esseri umani e organi: un'aberrazione da combattere

EveryOne Group - Mer, 03/05/2017 - 08:44
Il traffico di esseri umani e organi è presente in tanti paesi del mondo e va combattuto concretamente da tutti coloro che hanno a cuore i diritti minimi degli esseri umani.



E' un traffico internazionale e transnazionale, che vede una rete di complicità fra trafficanti, mafie e istituzioni di alcuni paesi. I migranti poveri sono fra le vittime più esposte a questo orrido mercato.

Un grazie all'Associazione vittime ed ex vittime di tratta per la preziosa opera di divulgazione e contrasto in relazione a quei traffici disumani.

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Profughi: la società civile e le istituzioni devono lavorare insieme

EveryOne Group - Mer, 03/05/2017 - 06:35
E’ necessaria una logistica europea efficiente, per azzerare le morti in mare.



Profughi: nel 2016 si sono registrate oltre cinquemila morti di migranti che attraversavano il Mediterraneo. Secondo l'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr) ed EveryOne Group si è trattato dell’anno più tragico di sempre, con un aumento della perdita di vite umane fuori controllo.
Adesso vi è chi invoca nuovi naufragi come deterrente ai flussi migratori e chi, invece, vorrebbe mantenere le cose come sono, con gli interventi in mare suddivisi fra ong e guardia costiera in base a chi riceve le chiamate dalle coste del Nordafrica o dai barconi. Da parte nostra, abbiamo ribadito una richiesta che da tanti anni presentiamo alla Commissione europea: è necessario realizzare un programma efficace di soccorso dei migranti, coordinato dalle istituzioni dell'Ue, con una flotta europea attrezzata e una logistica idonea alla tragedia in corso. Alle ong e alle barche private sarebbero così affidati compiti umanitari di supporto tattico, in rete con la strategia dell'Ue. Nel 2012 la Commissione ci ha risposto, riconoscendo la validità del progetto e impegnandosi a renderlo operativo a breve. Poi però altri interessi e priorità hanno prevalso e siamo giunti alla situazione odierna, in cui la mortalità dei profughi durante le traversate è salita a dismisura. Società civile e istituzioni non si devono arroccare su posizioni da mantenere a tutti i costi, ma è importante che comprendano la necessità di cambiare strada, per garantire ai soccorsi un perfetto coordinamento logistico, in grado di salvare più vite possibile. E salvare vite non significa solo - come invece troppo spesso definiscono i media - imbarcare e portare a terra i profughi che hanno iniziato la traversata, ma soprattutto prevenire i naufragi o comunque intervenire in caso di avaria con tempestività, quando è ancora possibile evitare l'annegamento di tanti esseri umani. L'obiettivo principale dovrebbe essere proprio quello di azzerare le morti e a nessun altro traguardo può essere accordata priorità.
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Scrittori italiani in Iran, come se niente fosse…

EveryOne Group - Lun, 01/05/2017 - 08:42
Uno scrittore, un intellettuale, un sostenitore della libertà e dei diritti umani non dovrebbe partecipare al Festival della Letteratura a Teheran, in Iran (dal 3 al 13 maggio).



Oppure dovrebbe prendervi parte per manifestare dissenso verso la carcerazione, la tortura, la condanna a morte di tanti liberi pensatori, dissidenti, omosessuali. Verso la repressione dei poeti e degli scrittori che non si piegano all’arroganza e alla violenza del potere. L’Italia, invece, sostenuta dal governo attuale, partecipa con alcuni nomi famosi della nostra letteratura, appoggiati dalle nostre istituzioni, come se niente fosse. Come se i diritti umani non venissero annichiliti nel terrore e nel sangue ogni giorno, nella Repubblica Islamica dell'Iran.

E' una cosa molto grave. Il governo e gli autori italiani legittimano un regime che viola ogni diritto umano. La Fiera del libro per bambini di Bologna è a sua volta presente e non certo per chiedere la fine delle esecuzioni di minorenni nel paese. I quotidiani e le tv nazionali italiane esaltano quest'iniziativa, che vede per la prima volta la cultura di un paese democratico manifestare complicità verso istituzioni che compiono ogni sorta di atrocità. Non è questa la BELLEZZA dell'Italia!

Link correlato:
http://www.corriere.it/cultura/17_aprile_30/iran-fiera-editoria-libri-teheran-bellezza-senza-tempo-italia-maggio-2017-986f061a-2dbc-11e7-b8fc-9ab855dcd23a.shtml

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Milano, lettura-concerto per i diritti dei migranti al Festival Internazionale di Poesia

EveryOne Group - Sab, 29/04/2017 - 08:40
I poeti Roberto Malini, Steed Gamero e Daniela Malini al Festival Internazionale di Poesia di Milano per chiedere all’Ue di salvare i profughi nel Mediterraneo. Gli autori, che sono anche difensori dei diritti umani, chiedono alla Commissione europea e all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati la realizzazione di un programma efficiente di soccorso in mare, con una flotta attrezzata e una logistica europea. Dalla Repubblica Ceca, dono di un Tripode a Roberto Malini, per la sua opera letteraria e civile al servizio degli oppressi.



Il 13 maggio 2017 alle 16 presso il Museo delle Culture di Milano (MUDEC), in via Tortona 56, i poeti e difensori dei diritti umani Roberto Malini, Steed Gamero e Daniela Malini - in rappresentanza di EveryOne Group, dei Poeti per i diritti umani e dei 100 Thousand Poets for Change - terranno una performance di poesia e musica durante il Festival Internazionale di Poesia di Milano, accompagnati dal violino di Giampaolo Verga e dall’handpan di Fabio Patronelli. La lettura-concerto è dedicata ai profughi e al loro diritto all’accoglienza e protezione umanitaria.

“La nostra lettura-concerto avviene in contemporanea con un nuovo momento di dialogo che abbiamo avviato con la Commissione europea,” spiegano gli autori, “un dialogo che chiede l’istituzione di un organismo dell’Unione europea che si occupi, in concerto con l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, del soccorso dei migranti e dei profughi nel Mediterraneo. E’ tempo che vi sia una flotta attrezzata e organizzata, basata su protocolli di salvataggio in mare moderni ed efficienti, gestita dall’Ue, dove le ong e tutte le imbarcazioni private siano di supporto alla logistica europea e dell’UNHCR, con un meticoloso coordinamento istituzionale. L’attuale disorganizzazione è causa di tante morti in mare e di uno strapotere dei trafficanti e delle mafie. La poesia civile dice no agli accordi fra l’Unione europea e la Turchia, a quelli fra Italia e Libia, al patto di Malta, al patto fra il governo italiano e le tribù che controllano vaste zone della Libia. Sono accordi persecutori che respingono individui vulnerabili, in pericolo di vita se rimpatriati a forza. La Commissione europea ci ha inviato una lettera in cui si impegna a realizzare questo progetto vitale per migliaia di esseri umani e ora noi chiediamo che alle parole seguano gli impegni concreti”.

I tre poeti sono impegnati da anni in una strenua difesa nonviolenta - che pone in primo piano gli strumenti dell’arte e della cultura - dei diritti dei migranti, dei Rom e di tutte le minoranze emarginate e perseguitate. Grazie alle loro azioni umanitarie, numerosi rifugiati hanno ottenuto asilo nell’Unione europea e si sono evitati gravi errori nelle politiche sui diritti umani. Nel corso della lettura-concerto, Roberto Malini presenterà agli intervenuti il Tripode, un bellissimo oggetto antico che gli è stato donato dal Museo di Cultura Rom della Repubblica Ceca e da altre realtà culturali, come riconoscimento per la sua opera letteraria e civile al servizio degli oppressi. Accanto ai loro versi, gli autori leggeranno poesie dei poeti peruviani César Vallejo, Blanca Varela e Manuel Scorza, voci che si sono spesso schierate a protezione dei diritti delle minoranze.

Nella foto, da sinistra: Daniela Malini, la parlamentare ecuadoriana Esther Cuesta Santana, Roberto Malini e Steed Gamero
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Persecuzione dei Testimoni di Geova in Russia

EveryOne Group - Ven, 21/04/2017 - 12:22
Quando la sentenza entrerà in vigore, le persone di tale fede che saranno sorprese a pregare o anche riunirsi riceveranno una multa in rubli corrispondente a una somma fra cinquemila e diecimila euro e fino a dieci anni in carcere.

Ogni bene di proprietà del movimento religioso sarà confiscata.

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I Testimoni di Geova di fronte a nuove persecuzioni

EveryOne Group - Gio, 20/04/2017 - 12:21
In Russia, la Corte suprema ha vietato ogni attività dei Testimoni di Geova e ha confiscato tutti i beni del movimento religioso.



Leggo attraverso i social numerosi commenti che inneggiano a questa sentenza vergognosa, prodotto di un regime intollerante che perseguita senza tregua alcune minoranze. Rispondo che i Testimoni di Geova sono stati perseguitati, deportati e internati nei campi di sterminio durante il nazismo. Accanto agli ebrei, ai rom e agli omosessuali. Non smetterò mai di stigmatizzare queste ignobili manifestazioni di odio.

I Testimoni di Geova (che un tempo si chiamavano Studenti Biblici) sono un gruppo religioso le cui attività di predicazione sono pienamente rispettose delle legislazioni democratiche, perseguitati esclusivamente nei regimi intolleranti o da movimenti basati sulla violenza e la discriminazione. Sono studiosi delle Sacre scritture e il loro movimento religioso cristiano è tutelato dalle costituzioni dei paesi civili e dalle carte internazionali che proteggono i diritti umani e civili. Sono oltre otto milioni nel mondo. I nazisti ne deportarono migliaia. Sono ricordati dalle istituzioni delle nazioni democratiche nelle Giornate della Memoria ed è illegale (vedi in Italia gli articoli 403 e 404 del Codice Penale) - oltre che spregevole - manifestare intolleranza nei loro confronti.

Nella foto, Testimoni di Geova internati in un lager nazista

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Tragedia senza fine per i profughi abbandonati dall'Ue

EveryOne Group - Dom, 16/04/2017 - 12:20
Rifugiati, ancora almeno venti morti al largo della Libia, mentre molti sopravvissuti - sbarcati in Calabria - hanno segni di terribili torture.

La deriva xenofoba del nostro paese, ma anche dell'intera Ue, rende sempre più difficili e pericolosi i "viaggi della speranza", mentre rafforza il traffico e le estorsioni nei contronti del migranti.

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Egitto, massacro nella Domenica delle palme

EveryOne Group - Dom, 09/04/2017 - 09:16
Egitto, terrorismo. Trentasei morti e oltre cento feriti a causa dell'esplosione di ordigni in due chiese copte, a Tanta, a nord del Cairo, e Alessandria.

Solidarietà verso le famiglie delle vittime e il popolo egiziano. E' sempre più evidente la necessità di unirsi, persone e popoli, contro le follie del terrore e delle guerre.

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Siamo Stoccolma

EveryOne Group - Ven, 07/04/2017 - 09:16
C'è dolore e solidarietà. C'è rabbia. Ma non basta dire "Noi siamo Stoccolma".

È tempo di impegnarsi in prima persona - con la cultura, il coraggio e la nonviolenza - contro il terrore.



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Addio, Lupo

EveryOne Group - Gio, 06/04/2017 - 09:15
È morto a 91 anni il partigiano Ivano Piazzi, un eroe della libertà, l’ultimo a lasciarci della 17ª Brigata Garibaldi, che combattè al Colle del Lys. Ci mancherai, Lupo!

Nella foto di Steed Gamero, "Lupo" è con me e mia sorella Daniela, durante un incontro di poesia.

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La sorte dei profughi in Italia

EveryOne Group - Gio, 06/04/2017 - 09:15
Pochi lo sanno, ma rispetto ai migranti che entrano, quelli deportati sono la maggioranza. Febbraio 2017 è esemplare in tal senso, in quanto a percentuali.

Su 8096 richiedenti asilo o protezione, solo 839 hanno ottenuto asilo, 680 protezione sussidiaria, 1840 protezione umanitaria, mentre 4737 sono destinati alla deportazione. Si tenga inoltre conto che le protezioni sono temporanee. Purtroppo molti rifugiati - che sono rientrati nel novero dei 4737 - sono stati e saranno deportati in paesi ancora in crisi umanitaria o sconvolti da conflitti sociali. L'Italia non attua alcun monitoraggio riguardo alla loro sorte.

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I Poeti per i Diritti Umani cantano per i profughi al Festival Internazionale di Poesia di Milano

EveryOne Group - Mar, 04/04/2017 - 09:13
Il 13 maggio 2017 alle 16 presso il Mudec di Milano, i poeti Roberto Malini, Steed Gamero e Daniela Malini, in rappresentanza del gruppo internazionale “Poeti per i Diritti Umani” terranno una performance di poesia e musica durante il Festival Internazionale di Poesia di Milano.



Li accompagnerà il violino di Giampaolo Verga e l’hang di Fabio Patronelli. La lettura-concerto è dedicata a tutti i profughi e al loro diritto all’accoglienza e protezione, secondo la Convenzione di Ginevra del 1951 e le carte internazionali che tutelano i diritti umani. “Steed, Daniela, Giampaolo, Fabio e io leggeremo, suoneremo, canteremo, metteremo l’anima per dire no al respingimento dei profughi,” spiega Roberto Malini, che per la sua poesia di pace e progresso civile ha ricevuto dalle istituzioni della Sierra Leone l’importante onorificenza di Poeta Laureato. “Gli accordi fra l’Unione europea e la Turchia, quelli fra Italia e Libia, il patto di Malta, il patto fra il governo italiano e le tribù che controllano vaste zone della Libia sono documenti che dimostrano una feroce repressione nei confronti dell’umanità disperata che fugge da conflitti e crisi umanitarie. Le migliaia di morti durante i viaggi della speranza sono responsabilità della fortezza europea, che non accoglie e non soccorre”. I poeti ricordano che la loro performance avverrà in un’importante ricorrenza, riguardante il destino di numerosi profughi ebrei durante la Shoah: “Il 13 maggio 1939 il transatlantico St. Louis salpava da Amburgo, trasportando 937 profughi ebrei in fuga dalle deportazioni verso i campi di sterminio. Arrivarono a Cuba, ma il governo non concesse il permesso di sbarco. Quindi il St. Louis si diresse verso gli Stati Uniti, ma venne ancora respinto. Lo stesso accadde in Canada. Solo grazie alle scelte umanitarie del capitano del transatlantico, il tedesco Gustav Schröder, i profughi non dovettero tornare in Germania, ma furono accolti da Regno Unito, Francia, Belgio e Paesi Bassi. Oltre 350 profughi ebrei persero comunque la vita, deportati da Francia, Belgio e Paesi Bassi. Ricorderemo durante la lettura quel 13 maggio e il coraggio di Gustav Schröder, onorato quale Giusto fra le Nazioni dal Museo Memoriale Yad Vashem di Gerusalemme”. 

Il Festival Internazionale di Poesia di Milano si pone come obiettivo quello di creare uno spazio plurale di diffusione della parola poetica in tutte le sue declinazioni, di riconoscere i valori culturali e civili di ogni paese rappresentato e di approfondire gli aspetti dell’Identità. E’ un festival già noto e rispettato nel mondo, in contatto e cooperazione con il Festival de la Poesía de Granada (Nicaragua), il Festival de Medellín (Colombia), il Festival de Rosario (Argentina), Barcelona Poesía (Spagna), Brugge Poésie (Belgio), Festival Palabra en el Mundo e altri eventi internazionali.



Nelle foto:

1) al centro (con il Premio Internazionale di Poesia Casal Català di Guayaquil 2017), da sinistra: Daniela Malini, Roberto Malini, Steed Gamero;

2) i poeti Daniela Malini, Roberto Malini e Steed Gamero con la parlamentare ecuadoriana Esther Cuesta (seconda da sinistra)

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Genova, centrale Enel dismessa definitivamente. Vittoria del buon senso e della società civile

EveryOne Group - Lun, 03/04/2017 - 17:00
Genova, 1 aprile 2017. Finalmente è stata approvata la dismissione anticipata della centrale termoelettrica di Genova: il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato riscontro positivo alla richiesta di Enel e l’impianto esce definitivamente dall’esercizio.



A gennaio 2017 il Mise aveva chiesto che l’impianto restasse temporaneamente disponibile fino alla conclusione del potenziale fabbisogno energetico causato da riparazioni in corso presso alcune centrali nucelari in Francia e alle condizioni climatiche. In seguito a tale richiesta, EveryOne Group metteva in atto - insieme ai Cittadini contro il carbone - una serie di azioni civili: un esposto alla Procura della Repubblica, all’Arpal e al Sindaco Marco Doria "per inquinamento ambientale e pregiudizio alla salute pubblica”, manifestazioni di piazza e una serie di appelli agli organismi dell’Unione europea che presiedono al controllo dell’inquinamento ambientale e alla tutela della salute dei cittadini. Ogni azione civile è stata suffragata da evidenze sul superamento delle soglie consentite di contaminazione ambientale, che la riaprtura del vecchio impianto avrebbe causato. Con l’insorgenza di migliaia di casi di asma, tumori, patologie vascolari. 

La Commissione europea rispondeva per prima, annunciando un attento monitoraggio sulle attività della centrale. Il momento più difficile dell’azione si è verificato quando una nave ha raggiunto il porto di Genova con quttromila tonnellate di carbone destinate al riavvio dell’impianto. Dal momento dell’annuncio della possibile riapertura, EveryOne Group ha inoltre avviato contatti con il Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda e soprattutto con la dirigenza dell’Enel. L’azienda ha risposto ai difensori dei diritti umani di EveryOne Group, rendendo possibile prima un importante scambio epistolare, quindi a un incontro - “storico” per la città - presso il bar bistrot Mente Locale di Palazzo Ducale. Durante l’incontro, la dirigenza Enel si impegnava ad accogliere le richieste di EveryOne Group e dei Cittadini contro il carbone e ad operare per evitare anche un solo giorno di accensione degli impianti, nonché per la dismissione anticipata della centrale, rispetto alla data ultimativa del 31 dicembre 2017. 
Promessa mantenuta, che oggi salutiamo con soddisfazione, rivolgendo un sentito grazie all’azienda per la sensibilità mostrata. Altrettanto importante è stato il contributo alle azioni civili da parte di L’Altra Liguria, Genova in Comune, Greenpeace, Legambiente, TouchArt International, Lavinia Dickinson Project e i suoi poeti-attivisti. Fondamentale l’impegno di Alice Salvatori e Marco De Ferrari, portavoci Regionali Movimento 5 Stelle e dei senatori Gianni Girotto e Gianluca Castaldi, che hanno portato in Parlamento, con un’interrogazione, le istanze civili contro la riapertura dell’impianto. 

“Questi sono stati i protagonisti di quella che un giornlista ha definito ‘La battaglia di Genova’,” puntualizza Roberto Malini, co-presidentre di EveryOne Group, "una battaglia nonviolenta che ha sollevato presso la cittadinanza la gravità del rischio di inquinamento, un pericolo che può ripresentarsi in qualsiasi momento ed è fratello di corruzione, malaffare, malapolitica e interessi di ogni bordo. Bisogna essere sempre vigili. In questa vicenda, vi è da dire che Enel ha assunto una posizione civile e umanitaria, rendendosi conto che la salute dei cittadini e dell’ambiente viene prima di tutto. Molte realtà politiche che avrebbero potuto aiutarci in questa difficile azione - e che oggi cercano di salire, con poco pudore, sul carro virtuoso - sono invece rimaste indifferenti. Non hanno sottoscritto i nostri appelli e hanno rifiutato persino di incontrarci per definire insieme azioni a difesa della salute pubblica. Una grande delusione, così come una parte della stampa locale, che ha sottovalutato la gravità del pericolo ambientale. Oggi però dimentichiamo tutto e festeggiamo un risultato che fa bene all’ambiente e allla popolazione di Genova e dintorni, insieme ai Cittadini contro il carbone e tutti gli amici delle energie verdi”.

Nelle foto, momento di un presidio contro la riapertura della centrale a carbone; il manifesto creato per l'occasione

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