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Strage Amendolara (CS) - Vita e dignità contro sfruttamento e violenza

Vita e dignità contro sfruttamento e violenza

La strage compiuta ad Amendolara (CS) è una barbarie: quattro esseri umani, lavoratori nei campi, sono stati arsi vivi dai loro caporali perché chiedevano la loro paga. Lo ha raccontato il sopravvissuto Mohamed Taj Alamyar, afghano, che con coraggio ha denunciato la schiavitù a cui erano sottoposti. Le vittime venivano dall’Afghanistan (Amin Fazal Kogjani, Ullah Ismat Quiem, Safi Yayjad) e dal Pakistan (Waseem Khan). I carnefici pure dal Pakistan.

Anche in questo caso come in tanti altri non è la provenienza a qualificare gli esseri umani. Anche qui come nell’uccisione di tanti braccianti, da Jerry Masslo a Villa Literno nel 1989 fino a Satnam Singh a Latina due anni fa, ci troviamo di fronte due mondi contrapposti: da una parte chi cerca di vivere degnamente e di affermare l’umanità; dall’altra la disumanità di gente criminale al servizio di un sistema di sfruttamento feroce e assassino costruito da politica, aziende e organizzazioni mafiose.

Secondo noi quelli che opprimono, di qualunque etnia siano, sono nostri nemici.

Quelli che cercano una vita degna per sé e per gli altri sono nostri fratelli e sorelle.

Uniamoci contro lo sfruttamento e la schiavitù

Piena accoglienza e diritti ai nostri fratelli e sorelle immigrati

Giustizia contro gli sfruttatori, permesso di soggiorno senza condizioni a chi li denuncia

05/06/2026

Associazione antirazzista interetnica “3 Febbraio”
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